Loading...

Un defibrillatore in ogni impianto sportivo

Precedente | Blog-News | Medicale

Previsti corsi di preparazione all’uso dello strumento salvavita

  • Un defibrillatore in ogni impianto sportivo - (c) GettyImages

Manca ancora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma il decreto Balduzzi del 26 aprile scorso sta già mandando in fibrillazione il mondo dello sport amatoriale. La normativa contiene le linee guida sulla certificazione medica, la dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici (gli apparecchi in grado di fare ripartire con una scossa elettrica il cuore in caso di fibrillazione ventricolare), in attuazione della legge 189 dell’8 novembre 2012. Entro sei mesi dall’entrata in vigore, le società sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Quelle dilettantistiche, invece, avranno due anni e mezzo di tempo. Nella versione finora conosciuta del decreto, gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se usano lo stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perché siano questi a farsene carico.

CULTURA DEL SOCCORSO - Dovrà essere presente personale formato (i corsi sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni) e pronto a intervenire e il defibrillatore dovrà essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. «Una buona norma - sottolinea Fedele Clemente, presidente della Società Italiana Sistema 118 -. Si sta diffondendo la cultura del soccorso ed è importante mantenere un coordinamento tra le diverse iniziative». In linea di principio, dunque, tutti sono d’accordo sul provvedimento invocato da molti dopo la drammatica morte in campo del pallavolista Igor Bovolenta e del calciatore Piermario Morosini. Le piccole società però temono di non potersi sobbarcare l’onere dell’acquisto di un buon defibrillatore (in media tra i 1.000 e i 1.300 euro) e sono preoccupate anche riguardo alla formazione e alle responsabilità di chi dovrà usarli. Lo testimoniano le centinaia di telefonate arrivate ai comitati provinciali del Coni, alle centrali operative del 118 e ad enti come la Uisp (Unione italiana sport per tutti, che raggruppa 1,4 milioni di associati).

LINEE GUIDA - Organizzarsi e orientarsi anche in mezzo al caos normativo non è semplice. Le Regioni dovrebbero a loro volta emanare linee guida per l’utilizzo dei defibrillatori, ma ad oggi solo sette hanno provveduto (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania) e in modo disomogeneo. La Uisp ha avviato un percorso di formazione dei propri tecnici a livello nazionale già da qualche anno, che ha consentito poi di istruire altri 600 operatori laici nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo dei defibrillatori. Per poter effettuare i corsi nelle diverse regioni, occorre però un accreditamento per ciascuna. «Solo il Veneto ci ha riconosciuto l’accreditamento già ottenuto in altre regioni - racconta Enrico Maestrelli, responsabile Sicurezza della Uisp -. La maggior parte delle regioni delega i 118, addirittura quelli locali, per il rilascio delle autorizzazioni a tenere i corsi. In alcune siamo riusciti ad ottenerle, in altri è richiesta la presenza o la supervisione di uno o addirittura tre medici, previo pagamento, e in altri ancora ci autorizzano a farli ma per avere la certificazione dell’Asl vogliono una quota di 30 euro per ogni diploma rilasciato».

OSTACOLI - Secondo Vincenzo Castelli, presidente della Fondazione dedicata al figlio Giorgio (morto a 17 anni sul campo di gioco per un arresto cardiaco), molti problemi si potranno risolvere con un po’ di buon senso. «Bisogna guardare al provvedimento in positivo e non come il solito balzello addebitato alle varie società sportive», aggiunge. Della stessa opinione Daniela Aschieri, responsabile medico del Progetto Vita che ha trasformato Piacenza nella città più "cardioprotetta" d’Europa. «Le società sportive non si devono fermare su questo piccolo scoglio - dice -. Il problema non è trovare i soldi per i defibrillatori, ma organizzarsi culturalmente in modo che il sistema funzioni».

CONFLITTI D’INTERESSE
Daniela Aschieri dichiara di aver ricevuto rimborso spese come relatore a congressi da Cardiac Science e come consulente da CFI progetti. Vincenzo Castelli, Fedele Clemente, Andrea Enea, Fulvio Kette, Enrico Maestrelli dichiarano di non avere collaborazioni, finanziamenti o interessi di qualsiasi natura sull’argomento trattato.

Giugno 2013 | © Ruggiero Corcella - Corriere della Sera

Linee guida Decreto Balduzzi OTJ - I percorsi per essere a norma

OTJ Formazione

La formazione è uno degli strumenti principe per la qualificazione del Personale e quindi dell'Azienda stessa, anche se molte volte viene vissuta come una voce di Costo e non un Investimento. Noi crediamo nell’efficacia della Formazione in Aula anche se ci rendiamo conto che alcune volte e per alcuni corsi specifici il Corso "tradizionale" può essere sostituito dai corsi in e-learning che possiamo erogare attraverso la ns Piattaforma della quale siamo proprietari così come progettisti dei corsi presenti sulla stessa. Siamo in grado di supportare qualsiasi tipologia di Azienda nel percorso formativo richiesto attraverso l'utilizzazione di Personale Specializzato e di strumenti innovativi, potendo fornire il ns servizio direttamente e nello specifico ...

presso l'Azienda Cliente | presso la nostra Aula Mobile | presso qualsiasi sede Aeroportuale Italiana | presso una delle nostre Sedi in Italia